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Paragrafo 4 . La Francia e l'Inghilterra  negli anni Trenta.

     
In  Francia,  la grande crisi del 1929, anche se non ebbe  conseguenze
rovinose  come in altri stati europei, determin comunque  un  arresto
dello  sviluppo  economico. I provvedimenti  decisi  dal  governo  per
fronteggiare  la  situazione si rivelarono  inefficaci;  similmente  a
quello  che  accadeva  negli  altri paesi  occidentali,  inflazione  e
disoccupazione   aumentarono,  determinando  una  crescente   tensione
sociale,  alimentata dal malcontento per alcuni episodi di  corruzione
in cui risultarono coinvolte autorit politiche e finanziarie.
     Tale  situazione  favor la crescita della destra  reazionaria  e
fascista,  che nel febbraio del 1934 organizz addirittura una  marcia
sul  parlamento. Questo provoc, per converso, un riavvicinamento  tra
comunisti e socialisti, i quali, insieme con i radicali, formarono  un
"fronte  popolare",  che  si present alle elezioni  di  aprile-maggio
1936,  ottenendo la maggioranza e dando quindi vita quindi un  governo
presieduto dal socialista Lon Blum.
     Egli    cerc    di    adottare    misure    che    consentissero
contemporaneamente  la  ripresa economica  e  il  miglioramento  delle
condizioni  di  vita  della  popolazione.  A  tale  scopo  svolse  una
mediazione  nei conflitti di lavoro, che port, nel giugno  del  1936,
alla firma degli accordi di palazzo Matignon, con i quali i lavoratori
ottennero  consistenti aumenti salariali, la settimana  lavorativa  di
quaranta  ore, quindici giorni di ferie retribuite e il riconoscimento
della  contrattazione collettiva. Contemporaneamente vennero soppresse
le organizzazioni fasciste, fu avviato il risanamento della situazione
finanziaria,  regolamentato il commercio del grano e  promossi  alcuni
lavori pubblici.
     L'attivit  riformistica del governo del "fronte popolare"  venne
decisamente   ostacolata  dalle  forze  conservatrici;  la   borghesia
imprenditoriale e finanziaria reag con il blocco degli investimenti e
con   l'esportazione   dei   capitali.  La   conseguente   contrazione
dell'attivit  produttiva fece crescere i prezzi,  l'inflazione  e  la
disoccupazione,   cosicch   i   lavoratori   videro   vanificati    i
miglioramenti   appena   conseguiti.  Ad   aggravare   la   situazione
intervennero quindi i contrasti interni alla coalizione di governo:  i
comunisti  volevano  che  l'azione  riformatrice  fosse  continuata  e
intensificata, mentre i radicali cercavano di frenarla.  La  decisione
di  non  intervenire  a fianco della repubblica democratica  spagnola,
come avrebbero voluto i comunisti, accentu le divisioni tra questi  e
i  socialisti.  Ostacolato  dalle  forze  economicamente  dominanti  e
indebolito dai contrasti interni, nel giugno del 1937, il governo Blum
fu costretto a dimettersi.
     I  successivi  governi  moderati mutarono  radicalmente  politica
economica:    vennero   concesse   agevolazioni    finanziarie    agli
imprenditori,  fu  abolito  il limite delle  quaranta  ore  lavorative
settimanali, vennero ridotte le spese pubbliche ad eccezione di quelle
destinate  al riarmo. I governi avevano cos riacquistato il  consenso
della  borghesia  imprenditoriale  e  finanziaria,  ma  la  situazione
politico-sociale rest precaria. In politica estera, di fronte ad  una
situazione  che stava diventando sempre pi complessa, il governo  non
fu  in  grado  di esprimere una linea originale e fin per uniformarsi
alle scelte britanniche.
     
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     In  Inghilterra  le  misure  decise  dai  laburisti,  tornati  al
governo  nel  1929  con  James  Ramsay MacDonald,  per  affrontare  le
ripercussioni  della  grande crisi, oltre a rivelarsi  poco  efficaci,
provocarono  una  tensione sociale, che favor il successo  elettorale
dei  conservatori  alle  elezioni del  1931.  Ottenuta  nuovamente  la
maggioranza, questi adottarono vari provvedimenti (svalutazione  della
sterlina,   agevolazioni  creditizie  per  gli  imprenditori,   misure
protezionistiche,  tariffe  preferenziali per  i  prodotti  britannici
all'interno del Commonwealth, riduzione della spesa pubblica con tagli
ai  fondi per l'assistenza e l'istruzione), che favorirono la  ripresa
dell'economia, ma accentuarono il disagio degli strati pi bassi della
popolazione.
     In  politica  estera, i governi conservatori, in particolar  modo
quello  guidato da Arthur Neville Chamberlain, adottarono scelte  che,
se  da  una  parte miravano al mantenimento della pace ad  ogni  costo
(appeasement),  si  riveleranno dall'altra  dei  pericolosi  cedimenti
all'espansionismo nazista.
